Visit Barga

 

Il territorio del Comune di Barga ha una superficie di 66,53 ha.
La sua forma somiglia approssimativamente ad un lungo rettangolo in direzione S.W. – N.E.
A S.E. il torrente Ania, affluente del fiume Serchio, divide il Comune di Barga da quello di Coreglia Antelminelli. Il confine S.W. e’ segnato dal Serchio stesso, a partire dal Ponte di Campia fino a Ponte all’Ania. Oltre il Serchio e’ il Comune di Gallicano e, per un breve tratto, quello di Molazzana. A N.W. il confine con il Comune di Fosciandora e’ segnato, in parte da un breve torrente ed in parte da sentieri montani, che raggiungono il Monte Romecchio. Il confine N.E. coincide con il confine delle provincie di Lucca e Modena e corre sul crinale appenninico (Monte Romecchio, m. 1702 – Cima dell’Omo, m. 1859 – Monte Giovo, m. 1919). Dalla catena appenninica sino all’altezza di Barga Capoluogo (m. 410 s.l.m.), oltre due terzi dell’intero territorio, e’ la parte piu’ precisamente montuosa, dove scorrono in profonde vallate, fra ombrose selve di castagni e faggi, i due affluenti del Serchio, Ania e Corsonna, ricchi di acque freschissime.
Dall’altezza di Barga fino al Serchio, una serie di terrazze in leggera discesa, separate dalle profonde incisioni di numerosi torrentelli, danno vita al Piano di Gragno, al Pian Grande, alla piana di Filecchio, alla piana di Fornaci di Barga, al piano di San Pietro in Campo, al piano di Castelvecchio.

Il Museo Civico del Territorio di Barga costituisce uno strumento didattico per la comprensione delle realtà storiche del territorio e della sua evoluzione.
Le due sale, di prossima inaugurazione, la prima relativa agli aspetti geologicie paleontologici e la seconda riguardante l’archeologia, vogliono infatti dare una sintetica immagine delle vicende del territorio fino alla colonizzazioneromana della Valle del Serchio.
La sezione geologica presenta le caratteristiche del territorio con le stratigrafiedelle roccie e le indicazioni relative alle fasi evolutive della sua formazione, vengono inoltre presentate ricostruzioni di ambienti, con indicazioni sulla flora e sulla fauna presenti nei vari periodi; i reperti in mostra provengonoper la massima parte da ritrovamenti effettuati nell’area di Barga.
La sezione archeologica inizia con il delineare la presenza dell’uomo nellazona all’indomani delle glaciazioni, dà indicazioni, anche mediante ricostruzioni di carattere didattico, sull’ambiente, sulle abitudini e gliusi dei primi abitanti, presentando una serie di strumenti litici che costituivano il loro corredo di attrezzi ed utensili (selci ritrovate a Piazzana); successivamente,con l’età dei metalli, si potrà comprendere l’evoluzione delle caratteristiche della vita, delle usanze funebri, esemplificate con le scoperte archeologiche nella Valle. Il periodo etrusco mostra la presenza dell’insediamentocon particolare riferimento ai rapporti economici con zone contermini, fattoquesto testimoniato dal rinvenimento di reperti provenienti da altre aree.
Il mondo dei Liguri è riccamente documentato a testimonianza della presenza di questa popolazione che ha lasciato le più consistentitracce di carattere archeologico sul territorio, sono infatti presentati nel Museo i corredi provenienti dalle tombe di Castelvecchio Pascoli e Valdi Vaiana, quest’ultima viene ricostruita nella sala con gli elementi lapidei originali.

La villa di campagna dei Cardosi-Carrara,situata ai Caproni di Castelvecchio, è la sistemazione che GiovanniPascoli scelse come residenza nel 1895 e che da tempo cercava.
Il Poeta venne nella Valle del Serchio pago di aver trovato “una bicocca con attorno un pò d’orto e di selva”, portò con se lasorella Maria ed il cane Gulì.
A Castelvecchio il Poeta trascorse gli anni più tranquilli della sua esistenza, dal 1895 al 1912, anno della morte. In questa casa hanno visto la luce la sistemazione di Myricae (1903), i Primi Poemetti (1897), i Canti di Castelvecchio (1903), i Poemi Conviviali (1904)
Questo periodo di grande produzione poetica coincide con i riconoscimenti ufficiali tributati al Pascoli dalla critica, quale innovatore della poesia italiana.
La casa conserva la struttura, gli arredi, la disposizione degli spazi,che aveva al momento della morte di Giovanni Pascoli, avvenuta a Bologna il 6 aprile 1912. La sorella del Poeta, Maria, ha conservato con profondo affetto i beni pascoliani per quarant’anni e riposa, vicino al fratello, nella cappella della villa.
Il Comune di Barga, erede dei beni pascoliani per lascito di Maria Pascoli,ha cura dell’archivio, delle opere, degli edifici attraverso la figura di un conservatore.
Dopo la morte del Poeta l’edificio è stato dichiarato monumento nazionale, di particolare interesse pubblico l’area che comprende la casa.
L’archivio conserva circa 76.000 carte e la biblioteca circa 12.000 volumi.
 

Barga is a medieval town in the province of Lucca central Italy. It is home to around 10,000 people and is the chief town of the “Media Valle” (mid valley) of the Serchio River

Barga lies 35 km north of the provincial capital, Lucca. It is overlooked by the village of Albiano, a part of Barga, which in the 10th century was the site of a castle protecting the town.

Pania della Croce, a mountain of the Apuan Alps, dominates the surrounding chestnut trees, grape vines and olive groves.

Main sights

Main sights include:

  • Duomo (cathedral) (11th-16th centuries), the main example of Romanesque architecture in the Serchio Valley. Of the original church, built in local limestone, parts of the façade remain. The interior has a nave and two aisles. It houses a large (3.5 m) wooden statue of St. Christopher, patron of the city. The pulpit (12th century) was designed by Guido Bigarelli da Como, with four red marble columns resting on lion sculptures. The campanile contains three bells, the oldest of which dates to the 16th century.
  • Arringo, a large lawn between the Duomo and the Palazzo Pretorio
  • Loggia del Podestà (14th century).
  • Church of San Francesco, with several works by Andrea della Robbia

Culture

There is an annual international opera festival, called “Opera Barga Festival”, and a long running and very successful jazz festival, “Bargajazz”. Recently, Barga has become the home of many painters, including John Bellany who exhibit their work in some of the small galleries within the castle walls. The “Sagra” is a feature of Italian rural culture; communal meals for several hundred people, eaten in the open air, often in orchards, vineyards or sports grounds. Originally religious celebrations, they are now often used to raise funds for local causes. Each town and village will have its own peculiar sagra: Around Barga from July to September it is possible to participate in a Sagra every night. In Barga itself there is the “Cena in Vignola” in the vineyard below the Duomo, and in August the “Sagra delle pesce e Patate” (Fish and Chips) in celebration of the Barga/Scottish connection. At nearby San Pietro in Campo, there is the “Sagra del Maiale” (Pork), at Filecchio the “Sagra della Polenta e Ucelli” (originally small wild birds, now pheasant), at Fornaci di Barga the “1°Maggio expo”.

The Italian Touring Club has recently assigned the “orange flag” of the “Migliori borghi d’Italia” (“Best Villages of Italy”), a distinguished sign recognizing the peculiarity of its beauty and of its quality. Barga has also been, since 1999, the home of the “European Gnome Sanctuary” run by the Garden Gnome Liberation Front.

The frazione of Castelvecchio Pascoli was home to one of Italy’s 19th century poet Giovanni Pascoli.

In 2008 Barga became the first medieval historic centre in Italy to be mapped and equipped with QR codes (2D barcodes) for all of the churches, palazzo’s statues, restaurants, bars and places of interest. After a two-year trial, the project was released to the public in Dec 2010 under the name iBarga. Visitors can now get precise up to date information about the city on their mobile telephones and in 10 different languages.